Delle due opere “Perugia a Priori” e “Perugia a Priori zoom” (vedi sotto) ha scritto il critico d’arte Andrea Baffoni in occasione della mostra”Immi-Grati” (Perugia, giugno/luglio 2018).

Perugia capoluogo ospitale, da sempre aperto agli stranieri grazie alla rinomata università, primo approdo di Ines, che omaggia nell’intimo la città cogliendone scorci e particolari poco frequentati: finestre, angoli nascosti, vicoli e contrafforti, tetti stagliati sul blu intenso del cielo e poi un suonatore di strada, emblema di quella vena creativa che passa attraverso la musica. Ed è inevitabile per Ines guardare a questo mondo, lei che ha il suo laboratorio di oreficeria in via dei Priori, nel cuore della città, inondata in estate dai suoni di Umbria Jazz. Perché è questo che lei dipinge: la verità di Perugia, delle sue abitazioni e dell’intricato reticolo di strade abbarbicate sull’acropoli, della vita che in essa scorre e che tutti i giorni vede dal suo micro universo creativo. E lo fa con la pittura, e col suo modo di muovere il pennello sulla tela, libero da costrizioni e soggetto all’impulsività espressionista, un po’ tradendo l’origine teutonica, uscendo fuori dal rigore che pure non le è estraneo. Una pittura libera di esprimersi senza regole, senza troppa attenzione alla definizione delle forme – umane e architettoniche che siano – preoccupata solo di vivere l’esperienza della vita. Ma non c’è solo la città, perché anche la campagna circostante finisce nella sua orchestrazione pittorica e d’altra parte come darle torto, visto che per vivere ha scelto la più profonda campagna umbra, fra le colline di Montelaguardia, lontano da tutto, isolata e libera. Le colline sono il suo primo incontro mattutino e il suo saluto serale ed è per questo che nella serie di opere proposte in questa mostra, così sentimentale, trovano spazio anche temi legati in generale al territorio umbro, come poetiche tele dedicate al Trasimeno. Vita espressa senza il confine della regola pittorica, stagliata sulla tela ad ogni colpo di pennello, come fossero sospiri e sguardi, impressioni catturate e tradotte dalla mano capace. Capace di scolpire gioielli e di dipingere intensamente il mondo che la circonda.